Commozione, rabbia e cori da stadio al funerale di Domenico Rigante, il giovane ultras pescarese ucciso da un colpo di pistola la sera del primo maggio, dopo una spedizione punitiva di un gruppo di rom.
La Chiesa di Villaggio Alcyone, a pochi passi dalla riviera sud, era gremita di persone: tantissimi gli ultras che hanno accompagnato il feretro di Domenico dallo Stadio, dove ha fatto tappa davanti alla Curva Nord, fino alla chiesa, dove lo aspettavano tanti amici e semplici cittadini
Presenti anche il sindaco Mascia ed il Presidente della Provincia Testa.
Non sono mancati momenti di tensione, quando alcuni presenti hanno urlato frasi minacciose nei confronti della comunità rom. «Li cacciamo via da Pescara» hanno ripetuto in coro a lungo i presenti. «Tornerete a vivere nelle roulotte e non nelle case» hanno urlato alcuni tifosi.
Il parroco, don Giuseppe Di Bartolomeo, nell'omelia, ricordando come Domenico avesse contattato il parroco pochi giorni fa per concordare il battesimo della sua bambina di 4 mesi.
Nel corso della cerimonia, una zia del 24enne ha letto una lettera rivolta al nipote: "Da quando era nata stavi sempre con tua figlia. Quando sarà cresciuta le racconterò che suo padre era un grande. Tu amavi la vita e ora la tua vita è stata spezzata".
Il feretro è stato tumulato nel cimitero di San Silvestro.
E proprio poco dopo la fine della cerimonia, è arrivato l'arresto dell'assassino di Rigante, Massimo Ciarelli, preso sull'autostrada A14 all'autogrill di Francavilla.
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