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domenica 14 ottobre 2012

Oggi 35° weekend ecologico a Pescara: le chiusure al traffico


Oggi a Pescara la trentacinquesima domenica del ‘Week end Ecologico’ ed il comune comunica le interdizioni al traffico.
IL COMUNICATO 
“Trentacinquesima domenica di chiusura al traffico del centro cittadino nell’ambito dell’appuntamento ormai tradizionale con il ‘Week end ecologico’ domani, 14 ottobre, a Pescara, iniziativa che proseguirà sino al prossimo 31 dicembre, ma con due novità rispetto all’inverno, ossia l’estensione dell’orario di chiusura al traffico di via De Amicis, via Mazzini e via Regina Margherita, dalle 17 alle 20, anziché le 19, per liberare dalle auto il centro urbano, riconsegnato ai pedoni.
E soprattutto l’estensione delle chiusure anche ai giorni festivi infrasettimanali, come suggerito dagli stessi residenti del centro. E’ questa una delle risposte dell’amministrazione comunale di Pescara all’emergenza sull’inquinamento atmosferico che stiamo affrontando soprattutto con soluzioni strutturali, ad esempio ampliando la pedonalizzazione del centro cittadino oltre che con le giornate di chiusura totale della città alle auto e che ci ha permesso di sperimentare anche la chiusura di corso Vittorio Emanuele”. L
o ha detto l’assessore alla Mobilità del Comune di Pescara Berardino Fiorilli ufficializzando la conferma domani dell’appuntamento con il ‘Week-end Ecologico’.
“Per domani, domenica 14 ottobre – ha detto l’assessore Fiorilli –, abbiamo preparato una nuova giornata all’insegna della mobilità pedonale, liberando il centro dalle auto, quale risposta più efficace alla risalita dei livelli delle polveri registrati attraverso le centraline di monitoraggio dell’aria, e accogliendo anche l’appello lanciato da associazioni come Wwf e Legambiente. Consideriamo che attualmente abbiamo chiuso al traffico l’asse di via Firenze-via Cesare Battisti, nel tratto compreso tra via Trieste e via Mazzini, completamente pedonalizzato, escludendo anche la sosta o il transito dei residenti.
Ora abbiamo deciso di intensificare la nostra azione proseguendo gli appuntamenti sino alla fine dell’anno con i ‘Week end ecologici’ che abbiamo concentrato soprattutto in alcune vie del centro ripartendo contemporaneamente con il programma serrato delle ‘Domeniche senz’auto’. Per domani sarà in vigore ancora il divieto di transito in via De Amicis, dall’incrocio con corso Vittorio Emanuele sino all’incrocio con viale Regina Elena; poi in via Mazzini, dall’incrocio con viale Regina Margherita sino all’incrocio con via Regina Elena, ricordando che il primo tratto compreso tra via Poerio e via Regina Margherita è già pedonalizzato; infine abbiamo previsto l’istituzione della segnaletica di preavviso in viale Riviera nord all’incrocio con via De Amicis e via Mazzini.
Tale misura ci consentirà di chiudere al traffico anche via Regina Margherita. Il dispositivo sarà ora in vigore ogni sabato e domenica, e ogni giorno festivo infrasettimanale, dalle 17 alle 20, con l’eccezione di eventi particolari, cerimonie istituzionali, ricorrenze o ancora in caso di maltempo. Presso tutti i varchi saranno presenti le transenne e soprattutto saranno presidiati dai volontari della Protezione civile”. Nella giornata di domani potranno circolare in deroga alla chiusura i mezzi utilizzati dalle Forze dell’Ordine, in servizio o per inizio e fine turno, e i veicoli di soccorso; le vetture a emissione nulla, auto elettriche e ibride, a metano, Gpl o bifuel; i mezzi adibiti al trasporto pubblico collettivo, ossia bus e taxi; le auto al servizio di persone invalide munite di contrassegno, o veicoli utilizzati per il trasporto di persone sottoposte a terapie indispensabili e indifferibili, in grado di esibire la relativa certificazione medica, o ancora veicoli di familiari che assistono parenti malati; auto di Enti locali di Stato, Aziende e degli Enti di servizio pubblico solo per emergenze; autoveicoli di cortei e cerimonie religiose preventivamente segnalati al Comando della Polizia municipale; vetture di personale sanitario in servizio di reperibilità o di assistenti domiciliari di associazioni socio-sanitarie-assistenziali che prestino servizio per singoli; veicoli utilizzati da farmacisti con turno di apertura nella giornata; e ancora mezzi per il trasporto di pasti per il rifornimento di mense ospedaliere, case di riposo per anziani o strutture sanitarie e assistenziali; veicoli di lavoratori che stanno rispondendo a chiamata di reperibilità, o di imprese che eseguono lavori urgenti per conto del Comune; mezzi di clienti muniti della prenotazione o della ricevuta alberghiera, limitatamente al percorso tra l’albergo e i confini della città; infine i veicoli utilizzati per la consegna a domicilio per fiorai, ristoratori e pasticceri e per il trasporto di merci deperibili; veicoli di giornalisti e fotografi in servizio con certificazione rilasciata dal responsabile della Testata giornalistica da presentare all’eventuale controllo delle Forze dell’Ordine.
“Obiettivo della giornata – ha proseguito l’assessore Fiorilli – è senza dubbio quello di sensibilizzare i cittadini, gli utenti, a ridurre il più possibile l’uso del mezzo privato. Ovviamente per ridurre i livelli di smog non sono sufficienti chiusure estemporanee, ma servono scelte strutturali, come la filovia, come il nuovo asse viario via Ferrari-via Caravaggio che sta funzionando in modo efficace per decongestionare via Nazionale Adriatica nord-viale Bovio, la realizzazione di una rete integrata delle piste ciclabili, come quella che stiamo costruendo sulla riviera, da sud sino al confine con Montesilvano a nord, e come la pedonalizzazione del centro cittadino”.
www.abruzzo24ore.tv

giovedì 11 ottobre 2012

''Il cementificio di Pescara è un pericolo inceneritore in mezzo alla città''


Quello di Pescara non è un cementificio, è un pericolosissimo inceneritore in mezzo ala città: questi i motivi che spingono sabato Wwf e associazioni a manifestare sabato prossimo. A seguire comunicato stampa:
''Ceneri pesanti da incenerimento, ceneri della combustione di biomasse, oli sintetici, farine animali, oli minerali isolanti pneumatici e tanto altro ancora: vengono i brividi a leggere i codici CER dei rifiuti che il cementificio già oggi può bruciare in base all'autorizzazione rilasciata il 29 dicembre 2008.
Il cementificio, grazie a quella incredibile autorizzazione, può bruciare 158.000 tonnellate di rifiuti all'anno!
Ora questo vero e proprio inceneritore piazzato in mezzo alla città dovrebbe accogliere altre tipologie di rifiuti tra i quali plastica e gomma, detriti di perforazione, fanghi ecc.Nel 2008 nessuno seppe della procedura che portò all'autorizzazione integrata ambientale che ha trasformato l'impianto in un “cementinceneritore” permettendo emissioni in aria di migliaia di tonnellate di sostanze quali biossido di azoto, polveri, ossido di carbonio, ossidi di zolfo e di centinaia di chili di metalli tra cui arsenico, cromo, mercurio, cadmio.Anche le emissioni di diossine sono state regolarmente autorizzate in piena città senza avvertire nessuno visto che le tabelle relative alle emissioni le regione Abruzzo si è ben guardata da pubblicizzarle attivamente in questi anni.Il tutto quando esistono precise norme dal 2001 che prevedono la partecipazione della popolazione in ogni procedimento che riguarda l'ambiente e la pubblicizzazione attiva dei dati e degli atti in possesso delle pubbliche amministrazioni.Per protestare contro gli enti come ASL, ARTA e Regione Abruzzo che rilasciarono quella autorizzazione senza informare e per chiedere un NO! al rinnovo dell'Autorizzazione Integrata Ambientale richiesta dall'azienda, associazioni e comitati hanno tenuto una conferenza stampa – sit-in davanti alla sede della ASL di Pescara in via Paolini 47.
Con mascherine e cartelli i cittadini hanno illustrato i motivi della diffida che è stata inviata, tra gli altri, alla ASL.Questo ente dovrebbe avere come obiettivo principale la tutela della popolazione di Pescara e dintorni esposta ad una gravissima situazione di inquinamento. Invece continua a rilasciare autorizzazioni: per questo è stata scelta la sede della ASL come luogo del sit-in. Sabato 13 alle ore 18:00 con raduno in piazza Alessandrini si terrà invece la fiaccolata aperta a tutti i cittadini. Associazioni e comitati invitano tutti a partecipare.''
www.abruzzo24ore.tv

domenica 6 maggio 2012

Emergenza rifiuti a Lanciano: le proposte e le soluzioni in un documento dell'opposizione

''Un Consiglio comunale nel quale è emersa, forte e chiara, la posizione del Pdl in tema di “ambiente e inquinamento”, quello di giovedì scorso a Lanciano, dove tutta l’opposizione ha condiviso un documento che impegna l’amministrazione comunale a mettere in atto una programmazione basata su scelte concrete, che finora non ci sono state. 
Manlio D’Ortona, capogruppo del Pdl in Consiglio comunale, interviene all’indomani del Consiglio comunale per ribadire la posizione del gruppo e mettere in evidenza le proposte presentate.
Il problema della discarica e dei rifiuti, la qualità dell’aria, l’elettrodotto e le centrali a biomasse: tutte questioni rispetto alle quali i gruppi di opposizione hanno avanzato proposte e prospettato soluzioni, e hanno chiesto alla maggioranza di assumere una posizione altrettanto chiara per iniziare a concretizzare quella programmazione che finora è mancata, tanto che a un anno dall’insediamento non c’è ancora alcun’azione tangibile. 
La prima considerazione riguarda l’emergenza rifiuti. La discarica Cerratina ha un volume residuo di 19.880 mc (certificato dell’Arta in data 17 gennaio 2012) e considerando un conferimento di 133 mc/giorno dei soli comuni consortili (53 comuni) la discarica va in saturazione a giugno 2012.  Dove andremo a conferire i rifiuti dopo questa data? A quali costi per i cittadini?
“Una questione prioritaria – sottolinea al proposito D’Ortona - è quindi la problematica relativa ai rifiuti e alla capacità della discarica di Cerratina, con particolare riferimento alla recente approvazione della “variante non sostanziale” per l’ampliamento di 200.000 mc. La nostra valutazione, espressa mediante il documento presentato in Consiglio comunale – spiega D’Ortona – è che l’aumento della volumetria sia l’unica possibilità, considerata l’emergenza, per evitare l’aumento dei costi per i Comuni e per avere “respiro” al fine di attivare una programmazione di lungo termine (tre anni) e quindi di uscire dall’emergenza”.
Un “ampliamento” che si configura come una semplice risagomatura delle pareti della discarica. In questo modo l’amministrazione avrebbe il tempo necessario per portare la città di Lanciano al raggiungimento di una percentuale di raccolta differenziata  in linea con gli altri Comuni del Comprensorio e comunque nel rispetto della normativa vigente (65% per il 2012) a fronte di una percentuale di raccolta differenziata nel 2011, nel Comune di Lanciano, in diminuzione rispetto a quella certificata nel 2010 (34,6%).
“Tale aumento, tuttavia – aggiunge il capogruppo del Pdl – deve essere concesso a beneficio solo dei Comuni consortili. In questo senso sindaco e Giunta dovranno impegnarsi per verificare e controllare che gli interventi di messa in sicurezza del sito vengano attivati con tempestività e scongiurare aggravi di spesa a carico dei cittadini”.

Nel documento condiviso dall’opposizione vi è poi la richiesta di chiarimenti e programmazione rispetto alla discarica di Serre. “Quali azioni l’amministrazione comunale ha posto in essere e intende porre in futuro – chiede l’opposizione - per garantire la bonifica del sito e con quali risorse e mezzi, tenuto conto che da indagine preliminare e dal progetto di caratterizzazione sono emersi dati che evidenziano l’inquinamento di falde acquifere e concentrazione di solventi?”.
Rispetto allo studio sulla qualità dell’aria, recentemente presentato, l’opposizione chiede se l’analisi effettuata dal Mario Negri sud, dia idonee garanzie, considerando alcune criticità emerse sulla metodologia utilizzata e sul numero dei punti rilevati, oltre che sulla discontinuità del monitoraggio effettuato. Richiesta di chiarimenti e soluzioni ‘invocate’ anche rispetto alle altre due questioni che creano ‘perplessità’: le centrali a Biomasse e l’elettrodotto.
“In generale – conclude D’Ortona – chiediamo all’amministrazione comunale di iniziare a lavorare concretamente per tutelare l’ambiente e la salute dei cittadini di Lanciano e di coinvolgere il Consiglio comunale, sede istituzionale per eccellenza rispetto all’attività amministrativa, in tutte le decisioni prese”. A questo proposito nel documento è inserita una precisa richiesta, indirizzata all’esecutivo Pupillo, “di costituire una commissione permanente di vigilanza per monitorare e rapportare, con cadenza trimestrale, in Consiglio comunale lo stato ambientale e di salute del territorio”.

I lupi fanno strage di bestiame, è allarme nell’aquilano

Ammontano a circa cinquanta i capi di bestiame che, in soli cinque giorni, sono stati aggrediti e sterminati dai lupi nelle località di Castiglione e Ruella. A darne notizia è la Coldiretti L’Aquila presso la quale sono giunte numerose segnalazioni da parte degli allevatori locali che hanno lamentato la perdita e, in circa dieci casi, un grave danneggiamento dei capi.
Si tratta soprattutto di equini, ovini e bovini che, come ogni anno, nel periodo della bella stagione vengono condotti al pascolo in alta montagna che, per le imprese, significa sia abbattere in parte i costi di allevamento in quando gli animali tenuti in stalla hanno bisogno di fieno e di maggiori cure, sia nutrire il bestiame in maniera del tutto naturale e nutriente.
Le aggressioni, avvenute principalmente nelle aree a ridosso del Parco Nazionale del Gran Sasso e della Riserva della Duchessa, si sono verificate anche nelle ore notturne quando il bestiame era protetto dalle recinzioni che non hanno comunque rappresentato un ostacolo per gli attacchi dei lupi. «Se da un lato va giudicata positivamente la biodiversità, dall’altro occorre al più presto ottimizzare le misure finalizzate a una conciliazione della tutela ambientale con l'esercizio delle attività agricole – ha spiegato Raffaello Betti, direttore della Coldiretti provinciale – affinché siano limitati il più possibile i danni agli allevatori e, di conseguenza, i costi a carico degli enti pubblici.
Gli amministratori delle aree protette e gli agricoltori devono agire in sinergia con l’obiettivo di difendere concretamente sia il territorio sia le sue attività economiche». Tra le penalizzazioni degli allevatori – sottolinea inoltre la Coldiretti – anche la lunghezza nei tempi di risarcimento, che si aggiunge alla spesa che devono sostenere personalmente per lo smaltimento della carcassa prima ancora di ricevere gli indennizzi.
Oltre al bestiame decimato, a quello fuggito che non sarà ritrovato e a quello ferito, gli attacchi dei lupi causano anche conseguenze che vanno dalla perdita di latte agli aborti a causa dello choc: gli animali possono infatti arrivare a diminuire del 50% la produzione giornaliera per un periodo indefinito.
L’associazione degli agricoltori, che prevede un imminente incontro con la provincia dell’Aquila e con i responsabili dell’ente Parco, chiede pertanto agli enti preposti l’individuazione di apposite forme di risarcimento per i danni indiretti non ancora riconosciuti e maggiori strumenti di salvaguardia per gli allevatori che stanno già attraversando un momento molto difficile per la grave crisi economica che porta progressivamente alla chiusura delle attività.
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